Se dall'Indiche arene | Cantata à voce sola | Del Sigr. Giovanni Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nel catalogo Insom la segnatura di questo spoglio è 1-C-11 m.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Se dall’Indiche arene
Sorge cinto di rai il Dio del giorno
Nel volto di felicia
Roma più bella assai
Mirar potrà in due pupille i rai
E se fu suo gran preggio
Darti il Suolo sicano e fascie e culla
Anche il Tebro Latino
Col suo veloce corso
Curvare humile alle sue piante il dorso.
Di tue luci il bel fulgor
Saettando alletta l’alme
Il tuo labro al cor che ride
Piaga un seno e poi l’uccide
Per haver doppie le palme.
Sovra de sette colli ove superbi
S’ergon di flora in seno archi odorosi
A tuoi lumi vezzosi
A tua somma beltà cede l’impero
Per trofeo del tuo merto un mondo istesso.
In quel volto bella Rosa
Odorosa
Per suo vanto si svenò
Ti dié il giglio il suo candore
E per farti vaga Amore
Lo splendor dal sol rubbò.
Alla fronte Real
Cloto s’inchini
Il Tempo arresti i Vanni
E con serto d’allori
Ti freggi Creto il crin Roma t’adori.
Un figlio vago
A bella Imago
Anche la sorte
Con più ritorte
Sa incatenar
Ferisce alletta
Piaga diletta
E con bei modi
Usando frodi
Può trionfar.
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