Come sarebbe a dire? - I-PAc, Borb 431/15
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Per l'attribuzione del testo poetico a Giovan Pietro Monesio cfr. scheda n. 6849 (G. P. Monesio, La musa seria, Roma, Lupardi, 1674 )
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Come sarebbe a dire?
Senza sperar mercè
Né premio alla mia fè
Ho così da morire
Come sarebbe a dire?
Il troiano innamorato
Per la greca combattuta
Sempre visse tormentato
Dal rigor di voglia acuta.
Poscia al fine s’impossessò
Di quel ben per cui penò
E dié fine al suo martire.
Come sarebbe a dire?
Senza sperar mercè
Né premio alla mia fè
Ho così da morire
Come sarebbe a dire?
Per bellezza fuggitiva
Quante pene ancor sofferse
Quel ch’all’Hidra rediviva
L’empie teste già disperse.
Pur il misero filando
Ritrovò quel dolce quando
In cui giunse al suo gioire.
Come sarebbe a dire?
Senza sperar mercè
Né premio alla mia fè
Ho così da morire
Come sarebbe a dire?
Ma se Paride et Alcide
Tormentati furno ogni hora
Dà bellezza sì homicida
Pur al fin gioirno ancora.
Sol l’ingrata donna mia
Con severa tirannia
Niega aita al mio languire.
Come sarebbe a dire?
Senza sperar mercè
Né premio alla mia fè
Ho così da morire
Come sarebbe a dire?
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore