Cantata a Voce Sola | Del Sig:r Alessandro | Scarlatti | Parole Del Sig.r Gaetano | Monaci

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13603
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1700 – 1720
Redazione
S.l., 1700-1720
Stesura
Copia
Descrizione fisica
1 partitura (12 c.) ; 200 x 270 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Note

Fascicolo sciolto. Titolo scritto a sinistra dell'incipit musicale. Cartulazione moderna. Ultima carta vuota. In basso sulla prima carta presente talloncino con antica segnatura "126 C 35"

Descrizione analitica

1: (recitativo, c)
E pur tenti il ritorno
2: (aria, sol minore, c)
Ben folle chi crede
3: Largo (recitativo, c)
Ti basti amor ti basti
4: (aria, la minore, c)
Chi scampò dalle procelle
5: (recitativo, c)
Ma la nuova beltà
6: Allegro (aria, do minore, c)
Non me la fai più no
7: (recitativo, c)
Poiché non v'è beltà che non affanna

Trascrizione del testo poetico

E pur tenti il ritorno
Già bandito dal petto
E pur mi voli intorno
Perfido pargoletto
Che cerchi che pretendi?
Forse dibatti i vanni
Per ravvivarmi in sen gl'antichi incedi?
Se un dì fui del tuo stral bersaglio e gioco
Ai già scoverti inganni
Ai già sofferti affanni
Restò dal pianto mio spento il mio foco.

Ben folle chi crede
Ch'io t'abbia più fede
Buggiardo [sic] bambin.
Per prova d'un core
Per scherzo la pena
Per legge il diletto
Ma trova poi stretto
Tra l'aspra catena
La gioia un errore
La doglia un destin.

Ti basti amor ti basti
Gl'anni che consumai
Per la beltà che sai tanto crudele
I giorni lacrimati
Le notte [sic] vigilate
Le sparse al ombre e al sol vane querele
Rammentati infedele
La mestitia nel ciglio
Nelle pupille i fiumi
Nelle guancie [sic] i pallori
Nelle labra i sospiri
Singulti angoscie [sic] gemiti e deliri
Che per tuo spasso un tempo empio mi dasti
Ti basti amor ti basti.

Chi scampò dalle procelle
E ritorni a navigar
È sua colpa e non di stelle
Se poi giunge a naufragar.

Ma la nuova beltà così vezzosa
Ch'offro ai timidi lumi or via di pure
S'ella cruda e pietosa
E s'è degna d'amore amor decida.
Cruda rinoverà le mie sventure
Pietosa esser non può se non infida;
Ma sia pietosa e fida
Troppo rara fortuna
Incredula importuna
Dubia [sic] della mia fede
Tra gelosie sognate
Tra costanze ideate
Mi renderà di mille pene erede.
Tanto in amor succede
Né amor ti vale il dire
Privo poi non sarà
Avvien così l'esperto cor lo sa.

Non me la fai più no
Tiranno lunsinghier
Veggo due luci vaghe
Che tentano il pensier
Penso all'antiche piaghe e mi spavento.
Pur se allettar mi sento
La memoria del mal fugga il piacer.

Poiché non v'è beltà che non affanna
O pietosa o crudel
O sia fida o infedel sempre tiranna.

Collocazione

Biblioteca
I-MC — Montecassino, Biblioteca dell'Abbazia
Segnatura
5-F-5/1

Immagini

Repertori bibliografici

Insom 2003: n. 7786
Hanley 1963: n. 232

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate

Monaci, Gaetano autore del testo per musica