Nel Chiuso Centro | Cantata à Voce Sola di Soprano | Con Violini, Violetta e Basso | Del Fu Sig.r | Gio: Batta Pergolesi da | Jesi della Marca | 1748

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13585
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Orfeo

Organico

Organico sintetico
1V,4str
Organico analitico
Soprano, 2 violini, viola e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1748
Redazione
Copia, 1748
Descrizione fisica
1 partitura (16 c.) ; 205 x 280 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Note

Fascicolo sciolto privo di legatura. Titolo dal frontespizio sulla prima carta. Sopra il frontespizio, scritto da altra mano "Orfeo".  Sotto al frontespizio, scritto a matita "nel Orfeo"  e presente talloncino con scritta vecchia segnatura "125-G-15 op. 2". Cartulazione moderna a matita. A c. 16r, alla fine del brano, scritto "Catilini Padrone"

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Nel chiuso centro
2.1: Amoroso (aria, Mi♭ maggiore, c)
Euridice e dove sei
3.1: (recitativo, c)
Sì che pietà non v'è
4.1: Presto (aria, Fa maggiore, c)
O d'Euridice n'andrò

Trascrizione del testo poetico

Nel chiuso centro ove ogni luce assonna
Allor che pianse in compagnia d’amore
Della smarrita donna
Seguendo l’orme per ignota via
Giunse di Tracia il Vate, al suo dolore
Qui sciolse il freno a rintracciar pietade,
E qui nel muto orrore
In dolci accenti all’alme sventurate,
Sulla cetra narrando i suoi tormenti,
Temprò la pena e debellò lo sdegno
Del barbaro signor del cieco regno.

Euridice e dove sei?
Chi m’ascolta, chi m’addita,
Dov’è il sol degl’occhi miei?
Chi farà che torni in vita
Chi al mio cor la renderà?
Preda fu d’ingiusta morte
Io dirò se tra voi resta
L’adorata mia consorte,
Che pietà più non si desta,
Che giustizia più non v'è.

Sì che pietà non v’è se a me non lice
Piegar del Fato il braccio onde risani
La cruda piaga d’Euridice in seno,
Non v’è pietà, no non s’intende Amore,
Se invan sospiro invan mi crucio e piango,
Ma che dissi che finsi un tanto affetto
Chi non provò, chi non intese ancora
Di natura e d’Amor le voci i moti?
Angue tra spine sia tra ircane selve
Feroce tigre, o tra Numide arene,
Sieno indomite belve?
Ditelo voi, cui trasse amor tra l’ombre
Pallida amica turba, Evadne, Fedra,
E tu prole d’Acasto, e voi compagne
Si può tra rai del sole
Tornar così. Chi può senza il suo bene
Trarre i giorni odiosi e disperando
Vivere per amare, amar penando?

O d’Euridice
N’andrò fastoso
O d’Acheronte
Sul nero fonte
Disciolto in lacrime
Spirto infelice
Sì io resterò.
Non ha terrore
Per me la morte
Presso al mio amore
Ogni aspra sorte
Ogni sventura
Soffrir si può.

Collocazione

Biblioteca
I-MC — Montecassino, Biblioteca dell'Abbazia
Segnatura
4-F-7/2

Immagini

Repertori bibliografici

Insom 2003: n. 6565
Paymer 1977: n. 115

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate

Catalini altra relazione