Cantate e ariette
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
- Amor aita (n. 13157)
- Vissi penando in tormentoso inferno / Marciani, Giovanni (n. 13158)
- Con amor chi l’indovina? / Savioni, Mario (n. 13159)
- Voi me la pagherete / Savioni, Mario (n. 13160)
- Ardea in tanto foco / Carissimi, Giacomo (n. 13161)
- Hanno da durar più / Caproli, Carlo (n. 13162)
- Me lo volete dire se m'amate (n. 13163)
- La mia speranza che fa? (n. 13164)
- Dì che non te l’ho detto (n. 13165)
- Or ve la dico ma (n. 13166)
- Qual nell’antro d’Averno (n. 13167)
- Così foss’io creduto (n. 13168)
- Occhi piangete e intenerite il core (n. 13169)
- Le fortune di Rodope e Damira. L’aspettar è un cibo amaro / Ziani, Pietro Andrea (n. 13170)
- Le fortune di Rodope e Damira. Che non può donna ch’è bella / Ziani, Pietro Andrea (n. 13171)
- Le fortune di Rodope e Damira. Chi d’Amor non sa i contenti / Ziani, Pietro Andrea (n. 13172)
- Le fortune di Rodope e Damira. La fortuna è cieca dea / Ziani, Pietro Andrea (n. 13173)
- Le fortune di Rodope e Damira. Suol de’ pazzi la fortuna / Ziani, Pietro Andrea (n. 13174)
- Le fortune di Rodope e Damira. Opri il fato quanto sa / Ziani, Pietro Andrea (n. 13175)
- Le fortune di Rodope e Damira. È pur dolce il non amare / Ziani, Pietro Andrea (n. 13176)
- Le fortune di Rodope e Damira. L’esser povero è un gran male / Ziani, Pietro Andrea (n. 13177)
- Le fortune di Rodope e Damira. Che mi giova esser regina / Ziani, Pietro Andrea (n. 13178)
- Le fortune di Rodope e Damira. Rodope dove sei? / Ziani, Pietro Andrea (n. 13179)
- Le fortune di Rodope e Damira. Amar per dovere / Ziani, Pietro Andrea (n. 13180)
- Le fortune di Rodope e Damira. È sì bello il crine amato / Ziani, Pietro Andrea (n. 13181)
- Le fortune di Rodope e Damira. Voglio un giorno innamorarmi / Ziani, Pietro Andrea (n. 13182)
- Le fortune di Rodope e Damira. Dolore ch’il core / Ziani, Pietro Andrea (n. 13183)
Note
Il manoscritto raccoglie 27 composizioni per soprano (20), contralto (2), tenore (4) e basso (1). Tutte le carte contengono quattro righi organizzati in due sistemi (sono vuote le c. 6v, 53v, 68r-v, 91r-v, 92r-v). Copertina di cartone.
Cinque sono le mani presenti nel manoscritto: la A si incontra esclusivamente nel brano n. 1 (ignoto l'autore), la B dal 2 al 6 (le cantate di Marciani, Savioni, Carissimi e Caprioli, dove nell'angolo superiore esterno in alcune carte si intravede una numerazione coeva che riparte da 1, cfr. infra), la C dal 7 all’11 (tutti di autore sconosciuto), la D nei due brani di Angelo de Rossi (nn. 12 e 13) e la E dal 14 al 27 (tutte arie provenienti dalle Fortune di Rodope e Damira di Ziani su libretto di Aurelio Aureli, opera andata in scena a Venezia nel Teatro Sant'Apollinare nel Carnevale del 1657). Curiosa l'alternanza delle mani B e C nella cantata di Caprioli (scheda n. 13162). Il fatto che le varie mani delimitino altrettante sezioni con caratteristiche ben determinate (in particolare riguardo la paternità dei pezzi) suggerisce che il manoscritto sia stato ottenuto assemblando fascicoli di diversa provenienza.
Numerazione delle carte moderna a matita nell’angolo superiore destro del recto. In alcune carte si intravede una numerazione probabilmente coeva andata perduta a causa del rifilo delle pagine (per es. da c. 11 a c. 13r e a c. 19 e 20).
Il manoscritto fu donato alla Biblioteca del Conservatorio di Venezia dal politico e patriota italiano Leopardo Martinengo (1804-1884).
Collocazione
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Tipologia
Musica manoscritta
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