Cantata del Sig.re Attilio Ariosti
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non torni mai quella funesta notte
In cui dormendo vidi
La vaga mia altrui languirsi in braccio.
Allor, allora in mai vergogna e scorno
Tutte le stelle ree scorsero in cielo,
Ahi quanto pianse il core a questa vista
Quanto il seno bagnai, quanto le piume,
Ma sorto in Oriente il primo lume
Sollecito timore
Frutto de’ sonni miei
M’emp[ì] l’anima tutta e lo credei.
Il maggior de’ danni miei
Il mio credere si fe’.
E il più dolce di sua calma
L’alma mia tutta prede [sic].
Deh fosse vano il sogno,
Fosse vano il sospetto
Onde agitato è il petto.
Ma la tema ch’opprime i sensi miei
Bella voi non offenda
Che siete la mia pena, il mio diletto.
Prova di certo amore
Fu sempre idolo mio sempre il timore.
Se men temere
Cara deggio
Amarvi meno
Io deggio ancor.
Ma se qui piace
L’affetto mio
Così vi piaccia
Il mio timor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore