Sotto l'ombre d'un faggio
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Testo intonato da Alessandro Scarlatti
Trascrizione del testo poetico
Sotto l’ombra d’un faggio
Sul margine d’un rivo in braccio al sonno
Stava Partenio abbandonato e solo
Quando scosso dal duolo
Perché aveva sognato
D’essere incatenato
Balzò da terra e come alcun l’udisse
Ad occhi chiusi alzò le voci, e disse.
Scioglietemi
Lasciatemi
Ch’è troppa crudeltà
Rendetemi
Donatemi
La cara libertà.
Pietà, lasciate, ei replicar volea
Ma gl’occhi aprendo e scorto
Che al ruscello, alle piante egli parlava
Si avvide che sognava;
E allor che impaziente
Col ciglio dispettoso
Già consigliava il fianco
A novello riposo,
Vide Lesbia la ninfa, e non fu sogno
Onde ver lei movendo
Ben frettoloso il passo
Persuadeva così quel cor di sasso.
Io dormivo
Presso al rivo
E sognai,
Ma non errai
Ché m’aveano incatenato
Mentre son vicino a te
Ha ragione
Il mio core innamorato
Ch’è prigione della fé.
Ragione ha il cor, ma il labro
Non ha ragion se esclama
Per haver libertade e star disciolto
Sull’altar del tuo volto
I deliri del labro o bella io sveno
E se giamai ricuserà d’armarti
Per reo dichiaro il seno.
Talvolta il dolore
Che d’esser felice
Non crede alla spene
Si sente sul labro
Chiamar libertà.
Che fugga le pene
Del regno d’amore
Il labro lo dice
Ma il cor non lo fa.
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Testo manoscritto
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