Morirei disperato

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
13099

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 59v-60v

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Morirei disperato
Se credessi idol mio d’averti offeso
Vorrei che il core acceso
Si struggesse in faville
Distillasse nel pianto
E il tempo della pena
Lacerasse i momenti a poco a poco
Onde poscia contenta
Vedresti naufragar l’acqua nel foco.

Ma so ben che non t’offende
Del cor mio la fedeltà
Dove regna la bellezza
Il servir non si disprezza
Che sarebbe crudeltà.
2.a
Crudeltà sarìa d’un volto
Non gradire una gran fé:
Una vede la più vera,
Una fé la più sincera
Senza speme di mercè.

Ma se forse t’offesi
Bella perdon ti chieggio
E prego il cieco Dio
Che ti consigli a non voler coll’ire
Castigare un error che non è mio:
Fu caso e non ardire
Il trascorso del labro,
Fu un inciampo d’amore,
E fu colpa del labro, e non del core.

Se fosse del labro
Errore il piacer:
Mi pare o crudele
Bastante castigo
A un labro infelice
Soffrire e tacer.
2.a
Se poi la mia colpa
Nascesse dal cor
Mi par gran vendetta
A un core impiagato
Non dar mai speranza
Di tregua al dolor.

Oh se vedessi un giorno
Ai risalti infiammati
Quali accorda il mio seno
Quanto teme il tuo sdegno
Parossismi gelati:
So che diresti almeno
Che del mio non si dà più fido core
Sì come della tua, beltà maggiore.

S’io credessi che un’anima amante
Più costante
Si trova di me
Mi vorrei lacerar questo petto
Che adorando bellissimo oggetto
Non racchiuda grandissima fé.
2.a
S’io credessi che il fiume d’oblio
L’amor mio
Sommerger potrà
Vorrei farmi due fiumi di pianto
Da serbar con eterno mio vanto
La memoria di gran fedeltà.

Collocazione

Biblioteca
V-CVbav — Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana (dalla scheda superiore)
Fondo
Vat. lat.
Segnatura
10204/47

Tipologia

Tipo documento
Testo manoscritto
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Paglia Francesco Maria autore del testo per musica

Nella stessa raccolta