La Medea Cantata | Del Sig:e Luigi Manzi
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Capolettera ornata. Titolo dall'incipit testuale.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Scioglietemi pietose
L’alma da questo sen fiati vitali
Perché non resti in vita
Un’amante schernita.
Tessalo senza fé, Giasone ingrato,
Così dunque rifiuti
La regnante di Colco
E sì tosto abbandoni
D’un fido petto i desiati amplessi.
Ahi speranze, amor come fuggite,
Care gioie del cor, come sparite.
Hai core, o crudele, per farmi morir,
Hai l’alma sì fiera
E soffri che pera
Un sen che pietoso t’invita a gioir.
Fuma ancor la mia destra,
Tinta per te fra l’innocente sangue
Del germano sbranato;
Ode ancora i lamenti
Del genitor deluso
Che pur figlia mi chiama
Ebro di giusto sdegno
Ascolto il labro suo
Ch’empia mi sgrida e tu crudel ten fuggi
E resta per trofeo d’altra consorte
Medea che fu tuo cor scherzo di morte.
Ho cor ben sì d’amar
Ma non posso pregar
Un che mi fugge.
Soffrirò di patir
Ma non voglio seguir
Chi mi distrugge.
No, non fia vero, o cieli,
Ch’io segua un empio, un mentitor fugace,
Cadranno al suol svenati
Delle viscere sue,
Questi teneri avanzi
E col sangue innocente
Vendicherò d’un traditor l’offese,
Con l’horrido flagello
Di Dite scuoterò le furie infeste
E punirò fra barberi perigli
La rivale, il consorte, il regno e i figli.
Crudi mostri di barbaro sdegno
Armatevi, unitevi
Dentro il mio cor si abbatti,
Si vinca, si strugga e profondi
L’empia salma del rio traditor.
Non osi ingrato core
con promesse ingannar femina amante
poiché di sdegno armata
pria di finir la vita
vuole le vendette sue donna tradita.
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Musica manoscritta
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