[Mesta qual più scoscesa]
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Mancano le pagine 233-234. L'incipit, che doveva essere contenuto a p. 233, è ricavato dal'indice. Mancano anche le pp. 239-240
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
[Dove dove debb’io]
[…] Mesta
Qual più scoscesa balza
Qual più cieca foresta
Con mie tenere piante
Risoluta incontrai
Portai costante il ciglio
Anco in mezo a l’orrore
Fu diletto il timore
Fu conforto il periglio
Per te tronche dal ferro
Mie chiome d’oro calpestai col piede
Per te spoglie e sembianza
Cieca mutai per te che forse, o Dio
Nol so mutasti fé.
Ah sarem trasformati
Per legge empia e severa
Io di Femina in huom tu
[…]
[…]pete a miei pianti anco compiangere
Dov’è il mio ben dov’è
Sappia ch’a suo dispetto io serbo fé.
Ecco flebile
Deh rispondimi
Disascondimi
Dov’è il rigido
Serpi orribili
Vostri sibilli
Verso il crud’angue
Che mi fa esangue
Guidino
Questo corpo omai già frigido.
Dov’è il crudel dov’è
Sappia ch’io moro
E non morrà no mia fé.
Ma qua scorgo vicine
D’alta città le mura
Chi sa che non si trovi
Fra sì amene contrade il mio crudele
Se’l pensier non m’inganna
Questa è la bella Tiro e da lei spero
Che l’infido accoglie
Vita al cor meta al piè tregua al martiro
Poi che speme m’assicura
Di trovar quel crudo alfine
Son ben certa che havrà fine
O la vita o la sventura.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore