[Tra l'orride pendici]
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
La cantata è attribuita a Antonio Cesti in I-Rsc G.Mss. 390.5
Per l'attribuzione della copia al Copista 11 cfr. bibliografia
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tra l'orride pendici,
Tra le scoscese balze dei gelati rifei,
Gitene ad habitar pensieri miei!
Hospiti sventurati ivi restate
In tormentose tempre,
A penar, a languir, a pianger sempre!
In quella solitudine
Vi si ricorderà
L'odio, l'ingratitudine
D'una crudel beltà.
Memorie miserabili
V'assaliranno ogn'or,
Tormenti innumerabili
v'affliggeranno il cor!
Gl'antri vi sia tu giurio
Dove mai solo entrò
E dove infausto augurio
Funesto augelo portò.
Là restatevi dove,
Tra profondi dirupi,
S'odon gl'urli dei lupi
E là dove dal fiato de serpenti
E l'aria avvelenata
Sia vostro alimento
Di mortifero tosco amaro germe.
Spegnin la sete l'acque estinte,
E in sepolte ne trascorra momento
Che non v'affligga apprissimo tormento.
In quei gl'orridi albergi
Più leve pena havrete,
Infelici miei pensieri,
Che rimaner nel core un solo istante
Di me tradito e disperato amante
Collocazione
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore