Cantata del Sig:re Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Per l'attribuzione della copia al Copista 11 cfr. bibliografia
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Lidio, schernito amante
Di Lucilla crudel,
Tentando invano
Di raddolcir l'asprezza,
D'ammolir la durezza,
Frenetico ed insano
Con voce agonizzante
Contro la sua tiranna
Spiegava i suoi lamenti
Al suon di rauca canna
In questi accenti:
È delirio d'amor
L'amar senza speranza.
Un guardo menzognier,
Ch'il sen mi strugge,
È martirio del cor
Seguir nell'incostanza
Una cruda beltà
Che m'odia e fugge.
Quand'ella appena udito
Dell'amator chernito
Il canto e il suono,
Lasciato in abandono
Della selva natia
L'albergo usato,
Il pie' rivolse altrove
E per destino là dove
Poi vidde, ahi! vista
Il suo Dorillo amato
Che sedea per temprar l'arsura estiva
D'un ruscelletto in riva,
Il qual, come a Narciso,
Facea specchio con l'onde al suo bel viso.
Ma nel mirar la bella,
Che ver lui rivolgea rapida i passi,
Scorse, e della fierezza
Tra i dirupati sassi
Fuggì, s'ascose, ond'ella,
Addolorata e mesta,
Contro chi si partì,
Si morse il dito ed esclamò così:
Non fuggir da chi t'adora,
Dorillo infedele, nemico d'amor
E se pur vorai ch'io mora
Vien mostro crudele divorami il cor.
Ma i suoi sospir dolenti
Furon scherzo dell'acque esca deventi,
Onde afflita e smarita,
Schernitrice schernita,
Restò col pianto ad irrigace il prato,
Per l'ardore assetato
Ed avverò per prova
Che chi nega pietà,
Pietà non trova.
Collocazione
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore