All'eimnen.mo[!] sig. cardinal Flavio Chigi nel suo ritorno in Roma dopo haver trascorso con grandissimi honori alcune città dell'Italia.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
12263
Titolo alternativo
Sonetto

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 59

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Sonetto composto verosimilmente tra il 1674 e il 1677.

Trascrizione del testo poetico

Mentre di te ridire io m'accingea
Ciò che scrisse, o cantò la fama altera
Ver me vidi volar sdegnosa, e fera,
Donna, che in pugno un oricalco havea.

Del sacro heroe gli immensi honor dicea
Cantar lingua mortale indarno spera,
Roco ei rende il mio grido, e son la vera
Musica relatrice, immortal dea.

Cambia l'arduo sentir, da quei splendori
Volgi il volo, e l'ardire, o tu cadrai,
Qual Icaro nel mar de' tuoi rossori.

"E quando poggiarò dove bramai?"
Io dissi all'or, ella con torvi horrori
Guatommi, e l'eco mi rispose: "Mai".

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
71.11.A.4/63

Bibliografia

Liuzzi 2003: p. 42

Tipologia

Tipo documento
Testo a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Scalera Stellini, Maria Antonia autore del testo per musica
Chigi, Flavio dedicatario