All'illust.ma et eccell.ma sig. d. Girolama Doria Mari principessa d'Acquaviva.
Identificazione
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Sonetto dedicato a Geronima Doria, nipote di Ambrogio Doria (1550-1621), XCIV doge di Genova, e moglie di Carlo I de Mari (1624-1697), I principe d'Acquaviva e marchese d'Assigliano.
Trascrizione del testo poetico
Non dell'acque native il grato humore,
Né pur del patrio clima il bel sereno
Può, con lampi fatali ardermi il seno
Sotto straniero ciel sete d'amore.
Sol tua somma virtù, beltà, splendore
Che di gloria immortale il mondo ha pieno
Fa', ch'io sciogliendo a nobil brama il freno
Provi d'esca lontan, vicino ardore.
Ardo al bel grido di tua fama, e poi
Gelo, et invidio la felice gente,
Che vive al dolce onor de' cenni tuoi.
Ma stia (del fato avvinto) il piede assente,
Che 'l cor, che sciolto vanta i pregi suoi,
Tuo merto a riverir sempre è presente.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo a stampa
Scheda inferiore