Riprendendo Tatio la generosità di Curzio, vo- lendosi quello precipitare nella voragine scoverta d'improviso in Roma, così da gli oracoli predetto, per salvar la propria patria risoluto risponde.

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
12209
Titolo alternativo
Sonetto

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
P. 3

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

In van, Tatio, t'adopri, indarno tenti
Tôrre a Roma la quiete, a me l'honore,
Se l'età non ha merto; ha merto amore
Cui la patria a salvar fa i spirti ardenti.

Non san mentir de' vati i saggi accenti,
E fûr pietosi i dei, che il lor furore
In tempo oprar del CURZIAL valore,
Che perciò nacque, e se tu 'l neghi, menti.

Non muore no; chi nell'horrende asprezze
Vince di morte i strali acuti, e rei,
Né temer dê, chi sa pescar salvezze.

Trovar saprò tra morti i miei trofei,
Ne' precipizî miei, fatali altezze;
Da voragini alzare i mausolei.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
71.11.A.4/17

Tipologia

Tipo documento
Testo a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Scalera Stellini, Maria Antonia autore del testo per musica