Napoli | Tu sei pur sventurata | Cantata | Del P. D. Diogenio Bigaglia
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Titolo dal frontespizio. Il manoscritto è stato realizzato dal copista, probabilmente di origini napoletane, ormai comunemente identificato come “Napoli A” e riconoscibile dal fregio simile a una mano stilizzata che generalmente pone sulle carte da lui vergate (Cfr. Bibliografia). In calce all’ultima pagina di musica: «Il Fine L.D.M.S.V».
Risorse web
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tu sei pur sventurata, o farfalletta,
Hai vicina, hai presente
La chiara e bella face
Che tanto, oh Dio, ti piace
E che bramasti
Ma d’accostarti
Ad essa or più non osi.
Perché mai, di’ perché?
Ma il so, tu temi
La bellezza che cerchi e t’allontana
Quell’istesso splendor ch’ognor t’alletta.
Se t’aggiri al suo bel foco
Ti spaventa il mortal tuo dolce ardor.
Se ne stai lontana un poco,
Ti tormenta il cordoglio del tuo amor.
Eguale in ogni stato foss’il tuo mal
Vorresti e non vorresti
Ti stimola il desir,
Ti spinge amore verso
La face amata, ma poi saggio pensier
Di tua salvezza; fuggi!
Ti dice, all’or tu fuggi
E all’ora più che lunge ne stai
Tu più la brami
Perché troppo t’invita
E troppo l’ami
Se a quella poi t’accosti impatiente
Temi in un col tuo danno il tuo periglio,
E timida ed amante
Per fuggir, per restar non hai consiglio.
Ahi farfalletta, ahimè nel tuo dolore
Veggo sì ben espresso il dolor mio,
Qual tu misera sei tal sono anch’io.
Farfalletta sai perché
Ho di te tanta pietà
Perché nel tuo destin veggo il mio fato.
Anche il povero mio cor
Nell’amor d’una beltà
Per amar, per temer è sventurato.
Collocazione
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Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore