D’incerto autore
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Vicino a un ruscelletto
Che dal fonte lontan scorrea tra l’erba
Di lontananza acerba
Il penoso destin Tirsi piangea
E a quel rio cristallin così dicea.
Bell’onda d’argento
Io pianger ti sento
Perché sei distante
Dal fonte natio
Tu ascolti le tante
Acerbe mie pene
Perché dal mio bene
Lontan sono anch’io.
Quanti sospiri e quanti
Io provo da te lunghi o Clori amata
Lo sa il Ciel lo sa Amore
Che sente i miei sospiri ode i miei pianti
Basti il dir che il mio core
Te sola ha per conforto ed in te sola
Se stesso bea e fuor di te non mira
Che immagini di morte e di tormenti
Ond’ora che s’aggira
Lunghi da te mio bene
Rifletto a quali e quante
Amarissime pene
Mi condanna l’ignudo e cieco infant.
Quando senti il venticello
Deh non dir o Clori allora
Questo è Zefiro che spira
Di ben sì sospiro è quello
Del mio Tirsi che ad ogn’ora
Da lontan per me sospira.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore