N.23 Del S.re Barone Astorga

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10911

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1710 – 1740
Redazione
S.l. : copia, 1710-1740
Descrizione fisica
1 partitura (c. 7) ; 210x275 mm
Presentazione
Partitura

Filigrana

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Che dura pena è questa
2.1: Largo (aria, Mi♭ maggiore, 3/4)
Torna infido
3.1: (recitativo)
Cieli, che far degg’io,
4.1: (aria, Mi♭ maggiore, c)
Tornerò

Trascrizione del testo poetico

Che dura pena è questa,

Che fiero duolo è il mio

Benché lungi da Irene

In ogni loco a me si fa presente,

E par ch’ogni or ella mi sgrida; e dica

Ingrato ingrato Tirsi

Benché crudo mi sei, io t’amo ancora,

Cangia, deh cangia omai

La crudeltà del mio fatal destino

Fatto per me così spietato e rio.

Torna infido, torna ingrato,

Torna in seno a la tua Irene

Sento amor ch’al cor predice,

Ama Tirsi la sua Nice,

E non cura le tue pene.

Cieli, che far degg’io,

Fra tanto duolo e tanto

Pur troppo è ver, che Nice sol la vaga,

Fa provarmi nel sen, e dardo e piaga.

Ma se tanto tormenta

Una beltà lontana,

Fors’è, ch’ella, mi sia amante fida,

Onde il mio cor risolva

Per sottrarsi da sì grande dolore.

D’amarti Irene per sempre,

Tu che fosti del cor il primo amore.

Tornerò mia cara stella,

Cinosura del mio core.

Sarà fida e non rubella,

L’alma mia al tuo splendore.

Collocazione

Biblioteca
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella"
Segnatura
34.4.19 (1) [olim Cantate 101 (2)]

Immagini

Repertori bibliografici

Ladd 1982: n. 28, p. 238

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola