Largo Del S.G Aless.o Scarlatti
Identificazione
Organico
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Chi vedesse la ferita
Che trafigge l’alma mia,
Stimerebbe tirannia
D’allungarmi un dì la vita.
Ogni cura è per me vana
D’arte maga o medich’erba,
Ch’ove Amor fa piaga acerba
Sol di morte il ferro sana.
Che credete che spaventi
Un amante addolorato
Forse l’arco della morte?
Miglior sorte non può dargli
Amico fato.
Ch’ove han vita aspri tormenti
Sol da morte sperar si deve aita.
Chi vedesse la ferita
Che trafigge l’alma mia,
Stimerebbe tirannia
D’allungarmi un dì la vita.
In dar morti tanto atroci
Consumarsi in altra etade,
L’ingegnosa crudeltade
De tiranni più feroci.
Ma non sepper che la pena,
La qual tutte l’altre avanza,
À dar vita à un infelice
Cui non lice
Concepir già mai speranza
Che per lui si cangi scena
Se la tragedia sua non è finita.
Chi vedesse la ferita
Che trafigge l’alma mia,
Stimerebbe tirannia
D’allungarmi un dì la vita.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore