Ardea Dorillo et era

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10585
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 99- 105 [olim c. 101- 107]
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di

Note

Lo stesso testo intonato da Francesco Mancini, cfr. Bibliografia.

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Ardea Dorillo et era
2.1: Adagio (aria strofica, si minore, c)
Care labra che ferite
2.2: (aria strofica, si minore, c)
Cara bocca quando canti
3.1: (recitativo, c)
Rise Filli vezzosa

Trascrizione del testo poetico

Ardea Dorillo et era
Se non gradito almeno non sprezzato
Da Filli il suo bel foco
Sentiva a poco a poco
Nell’agitato seno crescer la fiamma
E diventar sì fiera
Che al fin per non morire
Senza chieder pietade
Alle labra adorate
Del bel idolo suo che fea languire
Con aure armoniose e fiori e piante
Chiede un bacio così Dorillo amante.

Care labra che ferite
Con soavi e dolci ardori
Se gradite ch’io v’adori
Se pietose non sdegnate
Il candor dell’alma mia
Deh lasciate ch’io vi dia
Con estremo mio gioire
Ahi non lo posso dire
No, non lo posso dire.

Cara bocca quando canti
Cara bocca quando ridi
Tu m’incanti tu m’uccidi
E se ben cagion tu sei
Di quel foco in cui mi moro
Pur t’adoro ma vorrei
Darti prima di morire
Ahi non lo posso dire
No, non lo posso dire.

Rise Filli vezzosa
Del modesto Dorillo ai grati accenti
Se poi de suoi tormenti
Ella fosse pietosa
Se mai desse mercede al suo languire
Io non lo posso dire.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
2488/10

Immagini

Bibliografia

Wright 1975: p. 318, n. 20

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore