Cantata Del Sig:r Gio: Paolo Colonna
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Nella rete d’un bel crine
Resta avvinto questo cor.
Ed amor fra le ruine
Brama pace al suo dolor.
A flagellarmi il seno,
Muovon guerre crudeli
Beltà, sdegno, dolor speranza e Amore
E quel che più m’affligge
È che per me più sordi e spensierati
Su stellato origlier dormono i fati.
Basta dir che la fortuna
A miei danni congiurò
E perversa ed importuna
Ad amar mi condannò.
Queste queste mie pene
Son note a Cinzia
E pur de miei tormenti
La crudele vi ride
E per maggior mio danno
Indistinto è per me gioia et affanno.
Rissolverei lasciarla
Ma il core più non può
No no no no.
Consiglia la speranza
Sperare con costanza
Ma un gelido timore
Risponde con dolore
Tu puoi sperar di no.
Che far dunque poss’io misero Amante;
al tempo volgerommi
Giusto vendicator de miei gran torti
E allor libero e sciolto a poco a poco
Riderò scherzerò ma senza foco.
Quella fiamma che m’infiamma
È sol pena non catena
all’ardor di questo cor
Ad ogni ora mi divora
Ma so bene l’arte ancora
Sol per togliermi al dolor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore