Di Flavio Lanciani
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Dal dì che Amor di violenza armato
Diè l’assalto al mio core, non sa che sia
Vivere in libertà l’anima mia.
Folte squadre di pensieri,
Or pietosi ed or severi,
Tirannegian la mia pace.
E quest’alma rea d’amore
Al racchiuso immenso ardore
Si dilegua, adora e tace.
Folte squadre di pensieri
Or pietose ed or severi
Tiranneggian la mia pace.
Tace solo e solo asconde
Del suo petto fra le sponde
Il desio ch’ha di goder;
Ma l’interno patimento
Che d’amore è l’alimento,
Si palesa col tacer.
Tace solo e solo asconde
Del suo petto fra le sponde
Il desio ch’ha di goder.
Né di sanar mai spero
La mia doglia amorosa,
Se rimedio non ha piaga ch’è ascosa.
Dunque Amor, se vuoi ch’io viva,
Al mio mal muta vicende,
Fa ch’io goda, o che palesi
La ferita à chi la fe.
Ma se ancor mi si contende
Un momento di contento
E lo sfogo al mio dolore,
Amor, la morte mia nasce da te.
Dunque Amor, se vuoi ch’io viva
Al mio mal muta vicende,
Fa ch’io goda o che palesi
La ferita a chi la fe.
Che all’incendio febbril che sì mi cuoce,
Col goder si rimedia o con la voce.
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Musica manoscritta
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