Cantata untecima[!] a Contralto Solo
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
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Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Voi che tanto splendore
In fronte all’idol mio luci vezzose
Volgete si volgete
Un’amoroso sguardo
A me, che sol per voi langisco, e moro:
E in tante pene, e tante
Date qualche ristoro
Con si lieve mercede a l’alma amante
Il povero core
Traffitto dal dardo
D’un vostro bel guardo
Vi chiede mercè
Un guardo pietoso
Nel grave dolore
A dar gli riposo
Bastante pur è.
Ahi! Che ne men ti lice
Sperar da Eurilla ingrata
Si poca ricompensa al grande amore
Sventurato mio core
Lascia dunque di amar. Ma nel mio seno
Gridar ti sento di tua fede altero:
Sia pur superbo, e fiero
Il cor de la mia bella,
Nulla curo i suoi sdegni e lo perdono
Ella m’odii e mi sprezzi io fido sono.
La mia cara pastorella
Benche sia cruda, e rubella
L’idol mio sempre sarà
Volga a me sdegnose, e fiere
Sue pupille ardenti, e nere
Pur mi piace sua beltà
E chi sa che del fato iniquo a scorno
Il pensier non cangi un giorno
E di me senta pietà.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore