Cantata Decima con Due Violini a Soprano
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Trascrizione del testo poetico
Vi perdei o luci belle
Vi perdei mie care stelle
Troppo il sa languente il cor
E il mio amor e si tenace
Che discosto dalla face
Non può spegner mai l’ardor.
Vuolle il vostro rigor che vi fugissi
(O pupille adorate!)
Perche più non pote debole il core
Soffrir de vostri rai gli strali ardenti
Senza sperar favor o almen pietade:
Vi pregai, non vi udisti,
Vi servi, mi sprezzasti,
Vi cercai, mi fuggisti,
E al duol del mio martir mi abbandonasti
Ma che ragion più forte
Mi spinse a non guardarmi,
Il tempo la dirà; ed allor saprete
Ch’è d’amor un ossequio singolare
Quel che ostinato ardir, forse vi pare.
Sì, sì care pupille
Fuggir deve il mio amor
Il tenero splendor
De vostri rai
E benche amante il core
Potesse ancor soffir
Offendervi, e languir
Nol farà mai.
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Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore