Cantata à Voce Sola Del Sig:r Ant:o Caldara
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Amor, or mi mostra d’oro un crin,
Or un labro di rubin,
Per farmi amar.
Poscia un bel sen,
D’occhio nero indi il seren,
E mi dice, che felice
Non saprò, cos’è penar.
Mi piace un crin, un labro, un seno, un ciglio,
Ma come leghi un crine,
Come ferisca un labro,
Come t’un sen di neve abbrucci, e come
D’un occhio al bel splendor agghiacci un core,
Nella scuola d’amore
Tant’ancor non appresi, e pur ogn’ora
Sento di mille amanti
Narrar i lacci, i stral, il foco il gelo,
Di Clori ammiro
La beltà, e si mi piace,
Né intendere poss’io,
Come che piacci un volto,
E che si peni, e com’il godimento
D’una rara beltà sia di tormento.
Non provo pene
Di foco, ò di gel,
Non so di catene
Non so di penar.
Un volto, ch’è bel,
Mi piace, e m’alletta,
E quel che diletta
Non fa sospirar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Bibliografia
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore