Presso un ruscello sedea
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Presso un ruscel sedea
Un’ huom di crin canuto
Ch’hor all’acque hor al ciel gl’occhi volgea
E quasi Ulisse astuto
Nel mar di questa vita
Ei che gravato havea scogli e sirene
Con fronte impallidita
Posto su queste arene
Prima al rio poscia al cielo i lumi alzando
Sì cauto consiglier disse cantando:
Oh come tranquille
Con passo d’argento
Sen corrono l’onde
Più limpide stille
Senz’urto di vento
Non vider le sponde.
Ma con rauco mormorio
Ah dove cade il rio?
Ecco per erta balza
Precipitoso ruinando sbalza
Mortal la nostra vita e non si crede
In quest’acque si vede
Tal fato a lei nel mondo il ciel destina
Quando sembra più bella all’hor ruina.
Oh come sereno
Con placide aurette
Il ciel risplende.
Di raggi ripieno
Il sol ne promette
Felici vicende.
Ma con sì turbato velo
Deh chi m’offusca il cielo?
Già da ferrati claustri
Escono gl’Euri e si sprigionan gl’Austri
Mortal credilo a me
La vita nostra in quel seren si mostra
Con tal destino il Ciel l’età misura
Quando appar più serena all’hora oscura.
Apprendete o viventi
A non fidarvi dell’età fugace
Il tempo ch’è fallace
Secoli mostrerà ma son momenti
La vita di cui l’Huom non si rinfranca
È un rio che corre, et un seren che manca.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore