Già dalla bella aurora

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
10210
Titolo dell'opera
Forma musicale
cantata

Organico

Organico sintetico
1V,1str
Organico analitico
Soprano e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
C. 1-12v
Presentazione
Partitura

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Fa parte di
[Cantate] (n. 10209)

Note

Presente anche in V-CVbav, Barb. lat. 4208

Descrizione analitica

1.1: (mi minore, 3/2)
Già dalla bella aurora
1.2: (recitativo, c)
Quando da' mormorio
2.1: (aria strofica, mi minore, 3)
Canori augelletti
2.2: (aria strofica, mi minore, 3)
Solitarie belve
3.1: (recitativo-arioso, mi minore, c)
Occhi miei che ministri foste
4.1: (aria, mi minore, 3)
Di piaga incurabile
5.1: (recitativo, c)
Da' sì flebili detti
6.1: (aria, mi minore, 6/8)
Deh prendi conforto
7.1: (arioso, mi minore, c-3)
Più crudele è il mio tormento
8.1: (recitativo, c)
Ciò detto à pena all’infelice Tirsi
9.1: (aria cavata, mi minore, 3)
Ed esanime cadde in grembo ai fiori

Trascrizione del testo poetico

Già dalla bella aurora
Arricchiti di perle erano i prati
E già dall’onde fuora
Spuntava in Oriente
I suoi raggi dorati il biondo Dio.

Quando da’ mormorio
D’una voce dolente
Risvegliata la mente
Il sonno da’ miei lumi sen fuggì
E ‘l suo dolor sfogava ella così.

Canori augelletti
Che su’l mattin scherzate
E ne frondosi tetti
La notte riposate.
Vostro stato felice
È dal mio core invidiato assai
Voi pace havete io non riposo mai.

Solitarie belve
Che d’intorno scorrete
E nell’opache selve
Riposo poi prendete.
Vostro stato felice
E’ dal mio core invidiato assai
Voi pace havete io non riposo mai.

Occhi miei voi che ministri foste
Del mio dolore in questo verde suolo
Deh pagate la pena
E di pianger già mai
Per pietà non cessate
Fino che due torrenti
Col pianto non formate e in tali accenti
Su la Cetra de’ sassi armoniosa
Per tenor di fato rio
Palesate ad ogn’uno il morir mio.

Di piaga incurabile
Tirsi si more
Al rio dolore
Rimedio non vale
È troppo il suo male
E non fia mai mai
Mai mai sanabile.

Da sì flebili detti
Mosso il core a pietade
A consolar ne corro
Di Tirsi il gran cordoglio
Ed in questo tenor la lingua scioglio.

Deh prendi conforto
In tanto martire
Ben giunge a morire
Nel mare il Nocchiero
Ma quando è più fiero
Si placano l’onde
E al fin prende porto
Deh prendi conforto
E spera ch’un dì
Se Lilla è di scoglio
A tanto cordoglio
Si frangerà.

Più crudele è il mio tormento
Né capace è di ristoro
M’addoloro
Mi disfaccio
E lo taccio
Ahi dura sorte
Non può darmi rimedio altri che morte.

Ciò detto a pena all’infelice Tirsi
Le rose delle gote impallidiro
E tosto scoloriti i bei coralli
Chiuse l’egre pupille

Ed esanime cadde in grembo ai fiori.

Collocazione

Biblioteca
I-Rc — Roma, Biblioteca Casanatense (dalla scheda superiore)
Fondo
Baini
Segnatura
Ms. 2466/1

Immagini

Bibliografia

Caluori 1981: p. 159, n. 332

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda inferiore

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