Benetto Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Begl’occhi, occhi adorati
Che con cento saette il cor m’aprite
Deh perché mai nodrite
Contro l’anima mia tempre spietate?
E pur, e pur mirate
Quante spargo per Voi stille dolenti
Voi con fiamme cocenti
Godete pur di incenerirmi il seno
E poi d’un guardo almeno
Vi chiedo men crudel siete sì fieri
Che con maggior rigore
Mi trapassate e m’uccidete il core.
Se pietoso un sol guardo girate
Ravvivate
Chi per voi presso a morte si sta.
Che s’io moro perdete un amante
Sì costante
Che ben merta la vostra pietà.
Ah che in questo momento
Che a ragion mi querelo e chiedo aita
Per aprirmi nel sen mortal ferita
Sento uscire da voi cruda saetta.
Barbari sì v’alletta
La morte mia che a rischio
Di perder un che v’ama anco infierite
Ma pure incrudelite,
Che doppo morte ancora
L’alma v’adorerà costante ogn’ora.
Da voi begl’occhi
Non parte un guardo
Ch’amor non scocchi
Ver me uno stral.
E pur languire
Per voi mi piace
E soffro in pace
L’ardor fatal.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore