N. 19 Tormentata da cruda lontananza Cantata à Voce sola di Soprano del Sig.r Francesco Mancini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Tormentata da cruda lontananza
Clori vezzosa un dì chiedeva ai numi
Ch’avessero pietà dei suoi martori
E su l’erbetta assisa
Presso un limpido rio
Così prese a sfogar col cieco dio.
Ben comprendo o Nume Alato
Che di me ti prendi a gioco
Con tiranna lontananza
Vuoi provar la mia costanza
per accrescer il mio foco.
Poi rivolta a quel fonte
Vide scherzarli accanto
Vaghe ninfe a pastori
Che col suono e col canto
Spiegavano contenti i loro amori
Ond’ella oppressa dal suo rio dolore
Proruppe in pianto amaro
Per la pena crudel che l’affliggea
E volgendosi a lor così dicea:
S’io potessi come voi
Star vicina all’idol mio
Darei pace al mio tormento
Con allegro e fido core
Amerei felice anch’io
Già cangiatosi in contento.
Al fine il Cieco Nume
Mosso a pietà da l’infelice amante
rese niso vicin fido a costante.
Doppo tanti affanni al core
Doppo tante tante pene
È pur dolce un bel gioir
Allor più diletta amore
Quando l’alma si sovviene
Del passato suo martir.
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore