Ardo e mercè o ristoro
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Ardo e mercè o ristoro
De’ miei modesti amor non spero o bramo
Anzi quel bel [sic] ch’adoro
Quant’è pudico più tanto più l’amo
Ch’altro del mio bel non vuò giamai
che mi lasci Adorar i suoi bei rai.
Aborisci il pensiero
S’in honesti delir mandasse al core
Che falso e menzogniero
Se da virtù o da honor Non nasce amore
È furor non amor Un vitio rio
O ch’amor senza virtù Non sarà Dio.
Lilla sol ch’io ti miro
Un tuo sol guardo mi può far beato
Per te gioie o martiri
Ogni duol ogn’affanno è fortunato
Così amando e mirando in cielo assiso
Gode anco un beato in paradiso.
Consenti adunque e godi
D’esser oggetto empireo al cuor amante
E che in semplici modi
Io sia elitropio al sol del tuo sembiante
E in beata union congiunto sia
Con tua rara beltà l’anima mia.
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Musica manoscritta
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