V Cantata Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Già che fortuna rea
Pur da quei m’ha disgiunto amati lumi
Onde fiamma sì dolce in me scendea
Pensier tu ch’al mio bene
Voli sempre d’intorno
Dimmi se di mia fede
Tenga memoria più se più del foco
Ond’ei giuro ch’ogn’ora
Per me l’anima sua arde e sfavilla
Viva conservi ancora una scintilla.
Al bell’idolo ch’adoro
Vanne vola e torna a me.
Io t’aspetto e nel mio petto
Partirà l’aspro martoro
Se in lui vive amor e fé.
Ma tu parti e non torni
A dar conforto agl’aspri miei martiri
Forse quei vaghi rai
Degli occhi suoi vagheggi
Sì vagheggiali pure
Ch’io non saprei ridire
Ciò che fosse martire
Mentre tall’or potessi o pensier mio
Teco volare a vagheggiarli anch’io.
Nel mirar quei vaghi lumi
Mi dà vita la speranza.
Ma se lungi il raggio splende
Di quel sol ch’il cor m’accende
So ben io come consumi
Il martir di lontananza.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore