III Cantata Marcello
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Quanto s’inganna oh quanto
Chi chiama lontananza acerba e fiera
Chi da lunge al suo amor sospira e geme
Ch’ingannato si duol del proprio bene
Ma sol per chi l’intende
La lontananza ch’altrui par dolore
Sa com’io so ch’è balsamo d’amore.
Io credea lungi da te
Non poter dal rio tormento
Vaga Clori un sol momento
Sopravivere al dolor.
Ma la cara lontananza
Medicò la mia ferita
E col balsamo di vita
Risanò la piaga al cor.
Sì dunque amanti or che il rimedio è certo
Non temete più no gl’acuti strali
Che fa piaghe acerbissime e mortali
Nel vostro sen Cupido;
Quando all’estremo è giunto il vostro affanno
Antidoto vi sia il gir lontano
Fuggirà il vostro duol siccome suole
L’ombra fuggir ai primi rai del sole.
Eccomi dunque a te
Di me fa ciò che vuoi
Non temo i sdegni tuoi
La tua incostanza.
Quando non più potrà
Resistere al dolor
Il povero mio cor
So che lo sanerà
La lontananza.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore