Non mi chiedete o fidi amici
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Presente in Tarquinio Merula, Curtio precipitato et altri capricii, Venezia, Bartolomeo Magni, 1638.
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non mi chiedete o fidi amici
Non ricercate o cari amanti
Perché tragga i dì infelici
In continui amari pianti
Ed in languidi sospiri
Ch’io non lo posso dir.
Bastavi sol mirar appresso
L’afflitto cor nel mesto volto
E che già doglioso e scosso
Nell’inferno ahi mi ha sepolto
Ch’el specifico martir
Io non vi posso dir.
Ma pur ditomi ohimè ch’adoro
Una mirabile bellezza
Che trascende ogni decoro
Et eccede ogni vaghezza
Quest’infiamma il mio desire
Ma non gliel posso dire
O che terribile dolore
O dio che atroce, e rio tormento
Non poter un tant’ardore
Palesar altri ch’a vento
E dover così morir
Per non poterlo dir.
Deh se pò mai sentir conforto
Ignudo spirto io prego almeno
Che doppo che sarò morto
Mi sia tratto il cor dal seno
Quivi ogn’un potrà scoprire
Ciò che hor non posso dire.
La bella imago il gentil nome
Dolce cagion della mia morte
Qui vedransi all’hora, e come
Fe tacermi invida sorte
E forzarmi al fin morire
Senza poterlo dire.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore