N. 28 Cantata con strom.ti Del S.r Giovanni Heinichen
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sento là, che ristretto
Nell’angusto confin di sterpi e sassi
De l’argentei suoi passi
Limpido ruscelletto
La già perduta libertà sospira.
Vedo, come s’aggira
Per l’innalzate sponde
Con limpito de l’onde
Devastando i recinti
Per giungere ad unirsi al mar, che freme.
Ascolto al fin, chi geme,
Quasi dicesse all’ora
Con lento mormorio:
Bell’arene del mare,
Non vi posso baciare,
Come vorrei, se prigionier son io.
Mormorando esclaman l’onde:
Vi sospiro, ò belle arene.
Ma innalzando più le sponde
Rozza man qui mi trattiene.
Son io, Nice, il ruscello
E di bellezza il mare
È il tenero tuo seno,
Ove tra vivi scogli
Va del mio core a naufragar il pino.
Or se fiero destino,
Misero al par di quello,
Mi vieta il ribaciare
Di sì placido mar le sponde estreme,
Pensa il cor, quanto geme
E come in vario loco
Vittima troppo fida ardo nel foco.
Se un bel momento
Non ti rimiro,
Peno e sospiro,
Caro mio ben.
E quell’affanno,
Che per te sente,
Si fa tiranno
Del fido sen.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore