Disperatione. Chino la fronte e taccio

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8907

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 133-134

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il testo è intonato in una cantata per Basso e basso continuo attribuita a Pietro Antonio Cesti (cfr. Bibliografia)

Trascrizione del testo poetico

Chino la fronte e taccio;
Uno sguardo al Ciel non volgo,
Un accento non disciolgo;
Quando in pianto io più mi sfaccio,
Chino la fronte e taccio.

Col silentio il Ciel sgrido,
Che moltiplichi vendette
E che grandini saette
Per satiar petto sì fido.

Qualor sento, ch’il folgore tonante
Percuota o torre o monte
E che a me si perdoni;
Ai fulminati sassi invidio i tuoni.

Qualor gemere ascolto
Sotto la rupe etnea
Il gigante sepolto
Accuso il fato avaro,
Con che oltraggi ed onte
Nieghi incarco sì caro alla mia fronte.
Io consacro in olocausto
Ad ognora il mio pensiero
A Saturno perch’è infausto
Et a Marte perch’è fero
E sol quei Numi adoro
Da cui posso sperar stratio e martoro.

Consolatemi tempeste
E venite a mille a mille
Con eserciti di Scille
A provare se in me vacille
Il desio d’ire funeste;
Consolatemi tempeste.

Chi sfida la fortuna,
O da lei benefitij a forza impetra
O dall’usar fierezza almen l’arretra.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/166

Repertori bibliografici

Bibliografia

Burrows 1961: p. 115

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica

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