Nella morte della Signora Marchesa Lucretia Orologi, uccisa di notte da un sicario per la resistenza fatta alla lascivia di esso. Un Mida empio di Gnido allor che scorse
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Trascrizione del testo poetico
Un Mida empio di Gnido allor che scorse
Splendor tanto in Lucretia oro di fede,
Per rapirne il possesso al vero erede
A sì ricca maniera avido corse.
Ma lascivia infernal di faci armate
Invan lo smalto ad ammollir sen viene,
Che questa d’onestà viva Pirene
Impetrì del pudor la neve innata.
Or l’ingordo tiranno arda e si vanti
Da un Alpe pretiosa estrar tesori,
Vi perderà col ferro ire e sudori,
Ch’ad ogni colpo incontrerà diamanti.
Già di Cipro ogni piaggia e d’Amatunta
A quest’Alpe adorata il lauro porge,
Ch’ivi da sangue reo la rosa spunta,
Qui da candor trafitto il giglio sorge.
Alpe, che non pur serba aprile eterno
Ad onta d’ogni torbida procella,
Ma che con l’alta base opprime Averno
E con l’invitta fronte il Ciel debella.
Alpe torre dell’Etra, in cui ripone
Orologio di gloria il gran tonante,
Ch’a colpi di costanza ognor sonante
Par, ch’ai mortal l’eternitade intuone.
Collocazione
Bibliografia
Tipologia
Testo per musica a stampa
Scheda inferiore