Dissuade un amante di far serenate. Che ti credi che sian le stelle

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Identificazione

ID scheda
8889

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 98-99

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Che ti credi che sian le stelle
Ch’in ampie falangi
Lampeggian sì belle?
Son tremole ancelle
Dell’astro maggiore
Pianeta d’Amore.

Sola Venere nel polo
E la lampade primiera,
Ch’a quel vago ardente stuolo
Qual reina, eterna impera;
Egro amante, or prega e spera
Da quei placidi splendori
Qualche calma a tuoi dolori,
Non v’è lampo,
Che sia scampo
A placar beltà rubella
Se t’odia astro d’Amor, t’odia ogni stella.

Ti veggio spedito
In pianti e sospiri
O cor, che romito
In notte t’aggiri.

Il Cielo è faretra
E son tanti dardi,
Quei lumi, che guardi
Impressi dell’Etra
Ne’ placidi giri.

Ne qui cessa tua sventura
Fosco orror, ch’adombra il lido
A tuo danno anch’ei congiura
Con quel cieco di Cupido;
PErch’ovunque il passo muovi,
Tra quest’ombre insidie trovi.
E giurati a tue vendette
Il suol lacci ministra, il Ciel saette.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/148

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica