Il Signor N. in veder bella fanciulla chiamata aurora se n’innamorò e la prendé per moglie. La beltà che m’innamora

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Identificazione

ID scheda
8886

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 92-93

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

La beltà che m’innamora,
In un guardo arse il mio petto
E provai con stranio effetto
Il meriggio in su l’aurora.

Forz’è dunque, ch’io distille
Queste luci in calde vene,
Che nell’alba aver conviene
Rugiadose le pupille.

Rosignuolo in lieti accenti
Rende a lei dolce tributo
Et io lasso la saluto
Con sì flebili lamenti.

Alba mia, non affannarte
A portare il sole altrui,
Bramo te, non voglio lui,
Tu sei sole in ogni parte.

Tepidi zeffiretti i miei sospiri
Ti precorron bell’alba
E s’ella imprime in cielo
Allor, ch’a noi ritorna, aureo pallore,
Ahi, ch’in vederti il core
S’impallidisce a morte e si scolora.

La beltà che m’innamora,
In un guardo arse il mio petto
E provai con stranio effetto
Il meriggio in su l’aurora.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/145

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica