Amante, che gode delle sue pene, per gli occhi di bella donna. Aria per musica. Quand’un Fato

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8866
Titolo dell'opera
Forma musicale
aria
Titolo alternativo
Amante, che gode delle sue pene, per gli occhi di bella donna. Aria per musica

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, pp. 58-59

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Quand’un fato
Sventurato
Tutto sdegno in me s’armò,
Sapete, che fo?
Fisso il guardo alle catene,
Ond’Amor m’imprigionò
Et in quelle
Trovo calma alle procelle.

Questi sono i miei tesori,
Questi sono i miei ristori,
Che con darle un bacio solo,
Mille turbini acquieto e mi consolo.

Catenato cor mio
Vantati pur di così nobil laccio
E dì per tuo trionfo a ogn’altro core,
Che sei ’l più degno prigionier d’Amore
E ch’ogni gloria e luce,
Che gl’astri e ’l sole adorna
Nella prigione tua seco soggiorna.

Libertà guarda, che mai
Tu non tenti il mio desire
Di fuggir da quei bei rai
Ne lor ceppi idolatra ho da morire.

Ne mi basta, che mi tocchi
D’arder sempre in quei begl’occhi;
Con mio più dolce danno
D’ora carcere son, tomba saranno.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/125

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica