Al medesimo sopra le glorie de’ Cardinali suoi figliuoli, che molti attribuivano alla fortuna, non alla virtù dell’uno e degl’altri. Quella a cui tempi alzò plebe profana

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8836
Titolo alternativo
Al medesimo sopra le glorie de' Cardinali suoi figliuoli, che molti attribuivano alla fortuna, non alla virtù dell'uno e degl'altri

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte terza, p. 7

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Trascrizione del testo poetico

Quella a cui tempi alzò plebe profana
Cumular tanti pregi a te non puote,
Che non s’appoggia a un crin gloria sovrana
E non si fonda in favolose ruote.

Vi giace altra cagion, che a noi lontana
Pur vestigia di sé non lascia ignote,
Gloria, ch’avanza ogni vicenda umana,
Da chi mai non si muta, ha tempre immote.

Quelle, che alberghi in sen virtù sincere,
Forzaro a idolatrarti i Cieli istessi,
Che ancelle al nostro oprar girar le sfere.

Ne sia, che de gran figli il Fato cessi,
Poiché crescendo ogn’or l’opere altere,
Cresceran par all’opre anco i successi.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/95

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica