Peccator pentito, doppo aver sentito gl’elementi che gl’intimavano la morte, così prega. Offeso Dio che pendi

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8777
Titolo alternativo
Peccator pentito, doppo aver sentito gl'elementi che gl'intimavano la morte, così prega

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Descrizione fisica
Parte prima, pp. 94-95

Filigrana

Non rilevata

Relazioni

Note

Il testo è intonato all’interno dell’oratorio Ancor satio non sei attribuito a Luigi Rossi (cfr. Bibliografia)

Trascrizione del testo poetico

Offeso Dio che pendi
Dell’umana empietà trofeo sanguigno,
Deh per pietade il fulmine sospendi
Quanto ch’io giunga solo
A pie’ di quella croce in cui t’affissi
E poi vota gl’abissi
Dell’ire tue su questa fronte altera;
Ove il fallo è commesso, ivi si spera.

Ah, s’avverrà ch’io vaglia
Meritare un sol tatto
Del sacro legno, su cui trafitto sei,
Solo in virtù dell’adorata pianta
Si cangerà mia sorte
E diverrò temuto anco a la morte.

Quel sacro tronco abbraccio,
In lui solo mi stringo, in lui m’annodo
E se per me non vi rimase un chiodo
Da traforarmi in esso
Et in lui solo stabilirmi eterno,
Ahi che per conficcarvi il fero core
Sarà chiodo bastante il mio dolore.

Quel prezzo, ch’allaga
Più mondi redenti,
Non d’altro si paga
Che d’occhi piangenti;
Due stille dolenti
Che versi pentito
Un fervido core,
Le pesa col suo sangue un Dio che more.

Collocazione

Biblioteca
I-Rn — Roma, Biblioteca Nazionale Centrale (dalla scheda superiore)
Segnatura
204.3.B.12/60

Bibliografia

Tipologia

Tipo documento
Testo per musica a stampa
Livello scheda
Scheda inferiore

Persone collegate

Lotti, Giovanni autore del testo per musica

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