Cantata del Sig.r Ziani
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Non posso mio bene
Spiegar il dolore
Che provo ad ogn’ora
Lontana da te.
Immersa tra pene
Ch’io viva e non mora
Del nume d’amore
Prodigio sol è.
Non v’è maggior tormento
Che vivere lontan da chi s’adora.
Priva di te mio caro
Dunque rifletti a quai[!] martir soggiaccio.
Ma pur creder lo puoi
Che gl’affanni maggiori al cor risento
Qual hor volgo il pensiero
A contemplar delle sue luci i rai,
Temendo che a’i fulgori
Di sì lucide stelle
Avvampin molte belle
E che da loro ardori,
Quasi delli trofei
Mentre gioisci e godi,
D’alcuna al fin t’accendi
Del costante amor mio infrangi i nodi.
Teme sì teme il mio core
Ch’in te manchi fedeltà,
Ed è giusto il suo timore
Che dov’è [af]fetto amore
Il sospetto anche sen stà.
Ma lungi dal mio seno
Questi falli timor, vadan veloci
E basti a sollevar il mio martire.
La costanza ch’a me giurasti eterna
Già che un nobile cor non puol mentire.
Soffrirò gioia e martoro
Se m’affligge lontananza,
Mi consola o mio tesoro
Di tua fede la speranza.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore