Che destino è mai questo
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Sulla prima carta: "13 Nov: 1713 "
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Che destino è mai questo
Ch’anco senza speranza
Di rivederti piú debba adorarti?
Fille, tu mi lasciasti,
Né questa è la gran pena onde mi lagno.
Il maggior de’ miei mali
E’ il non saper di te novella alcuna.
Gran tempo egl’è che da me lunge sei;
Ma in pace soffrirei
La lontananza tua, come sinora
La soffersi tacendo
Se, qual mi lusingasti,
Mi lusingassi ancor con qualche foglio,
Ma troppo rio cordoglio
E’ il non vederti e non saper che sia
di te che tanto adoro, anima mia.
S’io chiedo all’amor mio,
Mi dice che sei fida e m’ami ancora.
Ma temo che non finga
Ancor con tal lusinga,
E questo rio timor troppo m’accora.
Hor vegg’io di qual tempra
E’ per te la mia fiamma
E qual t’impresse Amor dentro al mio seno;
Sebben lontan, per te sospiro e peno
Come fossi presente al guardo mio.
Né puote il mio desio
Altro bramar che il tuo sembiante allora
Che Dio sa se piú pensi a chi t’adora.
Io sarò sempre l’istesso,
Lunge o presso,
Idol mio, che tu mi sia.
E chi sa che nel tuo core
Non ritorni il primo amore
Nel saper la fede mia.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore