Cantata Per camera a’ voce sola. del Sig.r Barone d’Astorga.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Filli che ascondi dentro al tuo bel seno
Il più spietato cor che mai si vide,
Se infida se incostante all’amor mio
Hai cangiato desio,
Saprò co’ miei lamenti
Palesar il tuo inganno a l’aure a venti.
Se a te non mancò
Già mai la mia fé,
Ingrata perché
Tradirmi così.
Soffrir non si può
Sì ria crudeltà
Che fiera mi fa
Penar notte e dì.
Parli poi che il dolor mia lingua annoda,
Parli per me l’amor che sempre fido
Per te crudele nel mio cor serbai,
Parlino ancor que’ vezzi lusinghieri
Che mi mostravi sol per ingannarmi.
Ma tutto taccia oh Dio,
Che il rammentarlo solo
Il mio gran duolo fa più acerbo e rio.
Sol vorrei crudele ingrata,
Che sorpresa che piagata
Fossi un dì dal dio d’Amor.
E poi cruda la tua fede
Non trovasse altra mercede
Che un geloso rio timor.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore