Cantata Per camera a’ voce sola. del Sig.r Barone d’Astorga.
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Bellissima cagion de’ miei voleri,
Che non dirò più miei se tuo son’io.
Non creder già ch’io cerchi
Forse indurti a pietà de le mie pene,
Che se talor de l’amor mio favello,
Non è perché di quello
Io ti chieggia mercede.
Ma per solo mostrarti che se t’amo,
Fuor che amarti per sempre altro non bramo.
Disprezzo crudele
Repulsa sdegnosa
Più rende fastosa
La fé del mio cor.
Che in mezzo agli affanni
Che m’offre la sorte
Diventa più forte
Nel seno l’ardor.
È sì estremo l’amor ch’io per te sento,
Che senza alcun tormento
Soffrendo sta l’ingrato tuo rigore.
E con maggior valore
Ti affida audace, di costanza armato,
A voler con più strazio
Di tanta fede far più degna prova
Con l’odio ancor se il tuo rigor non giova.
Che mi amassi non vorrei
Perché allora non potrei
Per dover nagarti amor.
Ma se sprezzi la mia fede
Senza mai sperar mercede,
Con più merto io t’offro il cor.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore