Partitura | Virtù et Honore | Cantata | Accademica | à 2 C. e A. | con | V. V. | Di Frà Fran.co M.a Benedetti Min: Con.le M.ro di Capp. Nella Sagra Basilica d’Assisi | 1715 | Maggio

Pubblicato

Identificazione

ID scheda
8264
Forma musicale
cantata
Titolo alternativo
Io qual sole fecondo

Organico

Organico sintetico
2V,4str
Organico analitico
Soprano, contralto, 3 violini e continuo

Descrizione

Paese
Italia
Lingua
Italiano
Data
1715
Redazione
Assisi : autografo, 1715
Descrizione fisica
C. 1r-12r ; 220x290 mm
Presentazione
Partitura e parti

Filigrana

Non rilevata

Note

Tit. dal frontespizio; il ms. è formato dalla partitura più le parti staccate dell’"Onore", "Virtù", "Violino primo", "Violino P.o conc.o", "Violino 2°" e "Violoncello"; annotazioni sul frontespizio: "n. 4 | N. 8 | Mss. N. 118/2"; cartulazione moderna

Descrizione analitica

1.1: (recitativo, c)
Io qual sole fecondo
2.1: (aria, La maggiore, c)
Per me ridono gli celi
3.1: (recitativo, c)
Quanto t'inganni o dea
4.1: Allegro ma non presto (aria, Re maggiore, c)
All'armi, all'armi
5.1: (recitativo, c)
T'umiliarai o finto nume
6.1: (aria, Sol maggiore, 3/8)
Lascia pur di far la prova
7.1: (recitativo, c)
Se ben che senza honor
8.1: All.o (duetto, La maggiore, c)
Cedi o t'uccido
9.1: (recitativo, c)
Tu che nel mondo vivi
10.1: All.o (duetto, Re maggiore, c)
La gloria è mia

Trascrizione del testo poetico

Io qual sole fecondo
Con virtuosi raggi
Fo lucidi i splendori a tutto il mondo
A me dunque si dian gloria et omaggi
E se da tutti pria saper chi sia si spera
Son la Virtù ch’ogn’altro nume impera.

Per me ridon gli celi
Per me il mondo ha il bel splendor.
Ha la rosa il suo vermiglio
Bianc’è il giglio
E l’honor è vero honor.

Quanto t’inganni o dea
L’Onor è quel potente nume
Ch’ogn’un lo teme
E sovra quello ancor
Ripon sua speme.
Si che cedimi pure mercé
Non già del tuo ma sol del mio
Decoro ognun si bea.
Come cader poss’io
Se quel forte motor
Del quinto celo si furibondo e rio
Nell’ira sua si mostra
Tutt’è forza di me se col mio zelo
Fo che negl’ochi suoi ancor si stampi
Di bellica virtude accesi i lampi.

All’armi, all’armi
Ogn’un s’accinga
Il brando stringa
Contro l’honor.
La Virtù favvi
Guerrieri e forti
Sempre più accorti
Pien di valor.

T’umiliarai o finto nume
Di breve tempo poiché da me
Sari trafitto e vinto.
Trafitto e vinto Honore?
Benché Virtù tu sei
Poca virtù dimostri.
Sai pur e saper dei
Che non teme da nubi
Oscuro orrore
Che fa lucido il suol
Col suo splendore.

Lascia pur di far prova
Che se vinta o vincitrice
Mai la palma haver ti lice
Se non giova in te il valor.
Io di gloria ho il brando armato
Come mai trionfar si suole
Tu ben sai che non si puole
Senza honor aver honor.

So ben che senza honor
Non s’ha l’honore
Ma tu sei un honor finto
Che qual marcito fiore
Ne cadi a terra estinto
E in ogni via rimbomba
Che di te stesso sei e culla e tomba.

Cedi o t’uccido
Invan ti scusi
T’abbatto e sfido
Non movo il piè.
Gran dea perché
Di me t’abbusi?
T’abbatto e sfido
Non movo il piè.

Tu che nel mondo vivi
O di Virtù bel nume
Un finto honor
Già senza te m’ascrivi?
Se un’apparenza io sono
Come dunque potrai
Di sdegno armarti meco?
Se stolto sempre fassi
Ee in van poi tenta che spera
In contrastar vincere un’eco.
Benché falzo ti scorghi
Il mio furor pur contro te
Si sgombra poiché senza Virtude
Non dee darsi d’honor
Ne meno un’ombra.
In tutto io son confuso
Onde è ragion che come a te sogetto
Senza di te non dia ad alcun ricetto.

La gloria è mia
Tu sei già vinto
Chi honor desia
Ci vuol virtù.
La gloria è tua
Son convinto
Chi honor desia
Ci vuol virtù.

Collocazione

Biblioteca
I-Af — Assisi, Biblioteca e Centro di documentazione francescana del Sacro Convento di S. Francesco
Segnatura
Mss. N. 118/2

Immagini

Repertori bibliografici

URFM: Benedetti, Francesco Maria: Virtù et Honore
Bettin 2016: n. 175
Sartori 1962: p. 181

Tipologia

Tipo documento
Musica manoscritta
Livello scheda
Scheda singola

Persone collegate