Cantata di Gaetano Padoani
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Begl’occhi s’io v’adoro
Lo dica il Dio d’amor
Ei sa quante saette
Da quelle pupillette
Avventa a questo cor.
Quel celeste color ch’in voi raccoglie
L’Iride tesoriera
De zeffiri del ciel vaghi e sereni
Troppo caro a me splende
Quel ceruleo fulgore
Che la tranquilla dori
Ne nostri giri ad infiammarvi unio
E’ la sfera gentil del foco mio.
Sin ch’aperto a gl’occhi miei
L’aureo dì scintillerà
Luci belle vaghe stelle
Sempre il cor v’adorerà.
Ce [sic] nel vostro amabil giro
Il bel ciel splender rimiro
DI Cupido e di beltà.
Ma se d’un ciel sereno
Le pompe epilogate
Perché begl’occhi ognor mi fulminate
e se d’un mar tranquillo
Le sembiante vantate
Perché fate a quest’alma
Provar crude tempeste ancor in calma.
Care luci idolatrate
Non mi fate più penar
Se chiudete un ciel sereno
Siate metta a questo seno
Del suo lungo sospirar.
Collocazione
Immagini
Repertori bibliografici
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore