Uccidetemi pur, fieri martiri
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Uccidetemi pur,
Fieri martiri
Non più lasciate
Un infelice in vita
Chi fia, che mi consoli,
Chi porgerammi aita,
Pria che l’alma s’involi
Fra querele e lamenti,
Uccidetemi pur,
Fieri tormenti.
O Lidia o mio conforto,
Se fosse a te palese
L’acerba piaga che nel seno io porto
Indi come la sorte empia e scortese
Nelle tempeste sue mi vuol assorto.
Questi gl’amplessi sono
Queste le gioie sospirate tanto
Amor così mi lasci in abbandono
Amor ingiusto e fiero in preda al pianto.
O Lidia idolo mio
Come a te lungi abbandonato e solo
Lasso viver poss’io
Lungi a chi mi dà vita in braccio al duolo.
Ma già che al mio languir sorda è la morte
Già che non m’ode il fato,
E la mia dura sorte
Con le stelle a miei danni
Han congiurato già che l’istesse fere
Più crude, e più severe
Niegan trarmi di vita
E mia pena infinita
Fatto ha pietosi i rigidi serpenti
Uccidetemi pur fieri tormenti.
Ma lasso a che mi lagno
Qual v’han colpa le stelle
Lidia sel’ sen percoto el volto bagno
È sol merce delle tue luci belle.
Quelle rapiscono
Quelle feriscono.
Né può mirare un’anima
Senza scoprirvi l’intimo
Ond’io ch’el sguardo fervido
Non seppi altrui nascondere
Pago col duro esilio
Le pene del silentio
E fin che l’ombra estinguesi
Del vostro amore o Lidia
Nell’altrui mente eccessino
Gl’empi susurri io languido
Con fronte essangue e pallida
Sosterrò l’aspre ingiurie
Della fortuna instabile.
Vivi pur lieta et amami
Mentre fra doglie, e lachrime
In parte oscura, et horrida
Sento languir lo spirito.
A Dio speme, a Dio vita, à Dio ristoro,
Col tuo bel nome io taccio, io cado, io moro.
Così pianse Fileno
Le sue sventure lungi
Da chi seguì onde fatte
Per duol le luci oscure,
Cadde il misero a terra e tramortì.
Collocazione
Immagini
Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore