Cantata:7: Sovra funesta pira
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Note
Nell’indice e sulla prima carta della cantata è aggiunto a penna successivamente il nome del compositore: "de Porsile".
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
Sovra funesta pira
Alzata a incenerir estinta speme
In cambio delle rose e di profumi
Spargea mesto amor
Lagrime amare
Lagrime che abbondanti
Ministrava ad amor un cor afflitto
Di cui tenera figlia era la speme.
Piangea anche l’amore
Tocco dal duol d’un core
Ch’a suoi altari offrì vittime tante
Per impetrar la vita alla speranza
E l’angustia mortal de suoi tormenti
Lo costrinse a sfogarsi in tali accenti.
Poco giova a un fido core
Il potere dell’amore
Quando amor sorte non ha.
Né sa vincersi uno sdegno
Quando fe’ il rigor impegno
Ostinata la beltà.
Comparve a un spettacolo sì funesto
Erifile, la sola amabilsi
Però cagion tiranna
Dalla fatal sciagura
Comparve lieto il viso
E senza indizio alcuno di pietade
Guardò il cadaver freddo
Le di cui secche piaghe
S’aprirono di nuovo per lagnarsi
Dello sdegno crudel che poté tanto
Vidde amor il portento
E impaziente al quando
Volgendo ad Erifile la favella
Pieno d’ardor così parlò alla bella.
Temi beltà crudel
Poiché in un cor fedel m’abbadonasti.
S’altrove mi vorrai
Non mi ritroverai qual mi sprezzasti.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore