N. 3 Duetto da Camera à due Canti Del Sig:r Giovanni Bononcini
Identificazione
Organico
Descrizione
Filigrana
Relazioni
Descrizione analitica
Trascrizione del testo poetico
S1+2: Quant’è cara/dolce la libertà
Il mio Cor, ch’è trà le pene/catene
Fù lo scherno d’empia beltà.
Hor, che sciolto dai legami
Schiavo più già non sarà.
S1: No, ch’è troppo dura sorte
Nel Teatro dei piaceri
Provar di Titio il tormentoso scempio
Di Tantala l’ardori
Di Sifo i tormenti
E con barbaro esempio
Da mille furie di contrari affetti
In cambio di gioir soffrir la morte
È troppo dura sorte.
Languire e sospirar,
Penare, lagrimar
Senza mai sperar mercè;
È la vita d’un Amante
Benche sia d’alma costante
Benche vanti eterna fè.
S2: Anzi di Cor delirante
Infelice desio
Ch’à prezzo di sudor compra i martiri
E mentre d’un fanciullo
Và seguendo i deliri
Meraviglia non è se resta assorto
E mai non giunge al sospirato porto.
Cerco gioie e provo affanni
Se procuro al sen ristoro;
Lo trafigge aspro martoro
E i desir son suoi tiranni.
S1+2: Lungi d’amor la libertà si gode
Che in etern dolor vivo gl’amanti
Dunque, dunque si fuga
Il mentitor crudele
Che le sue gioie sono ombre ed incanti.
Mentre chi siegue amor sogna i contenti
E senza mai goder prova i tormenti.
Collocazione
Immagini
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Tipologia
Musica manoscritta
Scheda inferiore